
La donazione ha le sue stagioni
In Francia la generosità segue un calendario di notevole stabilità. Il Baromètre de la générosité 2025, pubblicato da France générosités, lo illustra: l'ultimo trimestre concentrerebbe da solo quasi il 41% della raccolta annuale di associazioni e fondazioni, e il solo mese di dicembre ne rappresenterebbe circa il 23%. Di anno in anno lo schema si ripete: un lungo crescendo verso le feste, sostenuto dallo slancio solidale di fine anno e, probabilmente, dalla scadenza fiscale. Al contrario, l'estate fa una magra figura e le donazioni girano al rallentatore.
Una generosità concentrata a fine anno — quota stimata della raccolta annuale
Lo studio RaiseNow 2026 condotto nell'area germanofona (da iRaiser, su più di diecimila organizzazioni) va nella stessa direzione: nel terzo trimestre le associazioni caritative raccoglierebbero appena più di un quinto del loro volume annuale. Questa stagionalità non ha però nulla di ineluttabile: le strutture che organizzano eventi, in particolare i club sportivi e del tempo libero, le sfuggono in parte, poiché una quota rilevante della loro raccolta si gioca tra la primavera e l'autunno. Il calendario della donazione non è dunque dettato soltanto dalla stagione: dipende anche da ciò che l'organizzazione propone e dal momento che sceglie per proporlo.
Dal lato della tombola
La tombola, appunto, ignora il calendario della donazione classica. Là dove la donazione attende dicembre per culminare, una tombola può raggiungere il suo picco in pieno agosto, perché risponde a un'altra logica. A differenza della donazione, che non ha né inizio né fine, una tombola dispone di una durata precisa, con un lancio e una data di chiusura fissa.
I bilanci delle operazioni su GoTombola dal 2022 lo confermano: qualunque sia la stagione, la parte essenziale della raccolta si concentra negli ultimissimi giorni, all'avvicinarsi dell'estrazione. Una tombola scolastica che si chiude con la festa di fine maggio vede le vendite accelerare nell'ultimo tratto; una grande operazione estiva chiusa a fine agosto segue la stessa curva. La temporalità e l'esclusività giovano così alla raccolta, per effetto di una molla umana ben nota: la rarità crea l'urgenza, e l'urgenza innesca la partecipazione. Il partecipante non ha infatti alcuna garanzia che i premi messi in gioco lo saranno di nuovo in un'altra occasione. Si tratta di una leva di cui la donazione classica, senza scadenza, non può beneficiare.
Da qui deriva tutto l'interesse dell'estate. Poiché la tombola fabbrica da sé il proprio picco, non ha bisogno di attendere la grande stagione della generosità: può trasformare un mese fiacco in un culmine di raccolta. Resta da capire perché l'estate si presti così bene.
L'estate rimescola le carte del nostro rapporto con il denaro
In vacanza non si fanno più i conti come nel resto dell'anno. Il denaro messo da parte per l'estate forma, nella nostra testa, una busta a sé: vi si sistemano la cena al tavolo all'aperto, il gelato sul porto o quel piccolo extra che ci negheremmo a dicembre. Gli economisti comportamentali, sulla scia di Richard Thaler, parlano di «contabilità mentale»: sistemiamo le nostre spese in cassetti a tenuta stagna, e il cassetto «piacere» dell'estate è, per natura, più generoso. Il biglietto della tombola vi trova posto volentieri — vissuto come una piccola spesa di svago, un rischio minuscolo accettato per il brivido di una possibile vincita, tanto più se si inserisce in un'esperienza memorabile.
Il lasciarsi andare, alleato discreto dell'impegno
D'estate la vita rallenta. Ci si concede uscite e attività impossibili da incastrare nel resto dell'anno, si è più disponibili e soprattutto più ricettivi: ci si sofferma su un filo di notizie, si risponde finalmente al messaggio di una persona cara rimasto in sospeso. Questa disponibilità mentale cambia tutto, perché moltiplica le occasioni di incontrare una causa. E quando l'occasione si presenta, più nulla la frena: partecipare online richiede pochi istanti — il tempo di scegliere i biglietti e di pagare dal telefono — prima di tornare all'attività in corso.
A questa ricettività l'estate aggiunge il suo ingrediente più prezioso: i ritrovi. Pranzi di famiglia, momenti tra amici — altrettante occasioni in cui una causa circola di bocca in bocca, portata dall'entusiasmo di una persona cara, un canale ben più convincente di una campagna di e-mail.
L'emozione come fattore di successo
L'estate, infine, è la stagione in cui le associazioni sono più visibili. Festival, giornate di porte aperte, feste di paese, incontri sportivi: dovunque ci si riunisca, la causa cessa di essere una casella da spuntare su uno schermo per diventare un'esperienza vissuta. Gli organizzatori osservano che un pubblico toccato, coinvolto e presente partecipa più volentieri.
La tombola si aggiunge allora all'emozione del momento, in un gesto che giova alla causa. I dispositivi che collegano la carta e il digitale — un biglietto acquistato a uno stand, attivato tramite un codice da scansionare — permettono di convertire questo slancio in raccolta senza fargli perdere la spontaneità, e di cogliere la generosità nell'istante preciso in cui nasce, senza la freddezza di una procedura amministrativa.

La vera domanda da porsi
Lanciare una tombola in piena estate non significa dunque nuotare controcorrente: significa captare un'energia collettiva che il resto dell'anno non offre con questa intensità. Per un'associazione è l'occasione di surfare nel cavo dell'onda delle donazioni per emergerne con un salto energico, mentre i vacanzieri si godono lo spettacolo dalla spiaggia.
La vera domanda non è dunque «quando», ma «attorno a cosa»: quale evento saprà unire la comunità? Una festa, un festival, un momento forte della ripresa autunnale? Molte di queste scadenze possono, con un po' di regolarità, diventare un appuntamento annuale di raccolta e trasformare un mese reputato fiacco in un successo.
Fonti
- Baromètre de la générosité sull'anno 2025, France générosités.
- Studio RaiseNow pubblicato da iRaiser, sulla raccolta fondi digitale, area germanofona (più di diecimila organizzazioni).
- Richard H. Thaler — lavori sulla «contabilità mentale» (mental accounting), economia comportamentale.